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autismo-1Sarà un seminario nazionale di studio quello che si terrà a Todi domenica 16 e lunedì 17 ottobre, promosso dal Forum delle persone e delle associazioni d’ispirazione cattolica nel mondo del lavoro (Mcl, Confartigianato, Confcooperative, Cdo, Cisl, Acli, Coldiretti). Vi parteciperanno anche esponenti di molte altre aggregazioni laicali cattoliche. Il Forum aveva presentato il 19 luglio scorso il manifesto intitolato “La buona politica per il bene comune” e su questo testo si sono sviluppate riflessioni e iniziative, compreso l’incontro del 17 ottobre a Todi. Andrea Olivero, presidente delle Acli e portavoce del Forum del Terzo settore, afferma: “Siamo consapevoli della gravità del momento, che comporta un’assunzione ulteriore di responsabilità. Chi vuole guardarci con gli occhi del passato, sbaglia, e sottovaluta anche quanta ricchezza esiste nel nostro mondo, e quanta disponibilità ci sia a mettere a disposizione di tutti, non solo dei cattolici, un progetto comune”. Todi, dunque, vuole essere un primo passo verso un progetto futuro della vita del Paese e il luogo dove i cattolici intendono interrogarsi sulle forme da dare a questo impegno. In 110 si ritroveranno nel convento di Montesanto. Ad aprire i lavori la prolusione del card. Angelo Bagnasco. Tre le sezioni: valori, economia e politica, introdotte dal rettore dell’Università Cattolica, Lorenzo Ornaghi, sul tema “Ripartire dai valori per fare comunità”, dall’economista Stefano Zamagni e da Corrado Passera, consigliere delegato di Banca Intesa, con una relazione su “Leve per una stagione di sviluppo”, ed infine, a parlare su “Costruire una politica orientata al futuro” saranno Emanuele Parsi, docente alla Cattolica, e Giuseppe De Rita, presidente del Censis. Le conclusioni saranno curate da Luigi Marino e Carlo Costalli, presidenti rispettivamente di Confcooperative e del Movimento cristiano lavoratori. Previsto anche un intervento del leader della Cisl, Raffaele Bonanni. Abbiamo parlato dell’incontro con mons. Gualtiero Bassetti, vicepresidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve.

Eccellenza, sono ancora in molti a vedere nell’incontro di Todi il tentativo di costituire un partito cattolico...
“L’incontro del 17 a Todi è un’iniziativa buona, voluta da cattolici che seguono con attenzione il Magistero dei vescovi. Si tratta di una legittima iniziativa che laici cristiani impegnati nel sociale hanno preso di loro spontanea volontà. A noi vescovi sta a cuore favorire la crescita della consapevolezza nei cattolici che l’impegno politico deve essere svolto con spirito di servizio, senza interessi personali, perché la politica è un alto esercizio della virtù della carità. Non è compito dei vescovi – il presidente della Cei, card. Bagnasco insieme al segretario, mons. Crociata, lo hanno chiaramente ribadito – mettere in piedi governi, abbatterli o fondare partiti. Tutto ciò non rientra nella nostra missione. L’intenzione è suggerire e favorire una riflessione sul bene comune, sulla giustizia, sull’attenzione ai giovani e ai poveri. Dal momento che la nostra missione, oltre all’annuncio del Vangelo e all’amministrare i sacramenti, consiste anche nell’aiutare ciascuna persona, o gruppi di persone, a trovare quelle strade che devono essere percorse in funzione del bene di tutti. Abbiamo il compito di fare questo discernimento e il dovere di dire anche una parola sulla vita politica nel nostro Paese, riferendoci a quei principi fondamentali e non negoziabili quali la vita, la persona umana, la famiglia che stanno alla base del bene comune. L’auspicio è quello di una politica con la ‘p’ maiuscola, come la intendeva Paolo VI”.

Ritrovarsi attorno alla dottrina sociale della Chiesa potrà mettere d’accordo le diverse anime del cattolicesimo sociale italiano?
“L’incontro di Todi con la presenza di tante anime del cattolicesimo italiano è un tentativo buono e valido. Il rischio da evitare è la frammentazione. Sarà importante ritrovare unità sui principi della dottrina sociale della Chiesa in un momento di incertezza e di sbandamenti come l’attuale. Non ci interessa favorire il ‘politichese’. Sono i dati a parlare, quelli contenuti nei dossier delle Caritas, che raccontano della precarietà sociale, che vediamo e sentiamo nei nostri centri di ascolto sparsi su tutto il territorio nazionale. Le stesse amministrazioni comunali si servono di questi dossier. Abbiamo il dovere di rappresentare una situazione di povertà e di degrado morale preoccupante. Se non si provvede in tempo cosa accadrà dopo?”.

Non teme le accuse di ingerenza nella vita politica italiana che potrebbero arrivare da più parti dopo questo incontro?
“Pazienza. Peggio sarebbe che poi si dicesse che abbiamo taciuto. Ripeto, la Chiesa non ha nessuna intenzione di fondare partiti. Ci potrà essere anche chi cercherà di strumentalizzare questo incontro a seconda dei propri scopi (anche per ovviare a ciò, è stato scelto di non invitare esponenti politici). Importante però è ritrovarsi insieme per proporre idee, percorsi, strade di una politica di alto profilo”.

Ci sarà la Cisl...
“Il sindacato, anche quello di ispirazione cristiana, è un’associazione trasversale e aperta a tutti. Se dico partito, intendo dire che scelgo una parte... L’impegno dei cattolici nel sociale e in politica è una vocazione e una missione, e quindi un dovere, che trova i suoi fondamenti nella teologia morale”.

L’esempio che viene dalla politica in questo periodo è negativo. Non c’è il rischio che i giovani si allontanino da questo orizzonte d’impegno?
“I giovani vanno educati alla politica come è avvenuto in passato. Se fu possibile rimettere in piedi lo Stato italiano, dopo la guerra, ciò avvenne perché c’erano tante persone educate al senso civico in seno all’Azione Cattolica che, anche sotto un regime duro come quello fascista, aveva svolto il suo compito fino in fondo: promuovere e far maturare il laicato perché fosse in grado di assumersi le sue responsabilità civili”.

Rivalutare figure come De Gasperi, La Pira, Don Sturzo può contribuire a rilanciare l’impegno politico tra i cristiani?
“Ne sono fortemente convinto. Le personalità citate sono state veri uomini politici e cristiani autentici. La Chiesa sta portando sugli altari Giuseppe Toniolo e sono in corso le cause di beatificazione per La Pira e De Gasperi. Questi ultimi hanno preso parte alla Costituente. Essi e altri, ispirandosi al Vangelo e alla dottrina sociale della Chiesa, hanno fortemente contribuito ad elaborare i principi fondamentali della Costituzione italiana”.

Si torna a parlare delle scuole diocesane di formazione alla politica...
“Da tempo ormai la Conferenza episcopale italiana sta incoraggiando queste esperienze, avviate già in diverse diocesi. Una sollecitazione forte ci è arrivata dalla Settimana Sociale di Reggio Calabria. Le Settimane Sociali hanno lo scopo di alimentare questi laboratori di pensiero che sono le scuole di politica, oggi indispensabili. Non si tratta d’interessarci tanto alla sociologia, ma alla teologia morale, che tratta dei problemi fondamentali legati al bene comune e alla vita di tutti”.

© www.agensir.it - 14 ottobre 2011