Solo il cuore di Cristo Gesù ha le proprietà, il "tessuto", la potenza, di sanare un cuore ferito o malato e renderlo vivo.
Solo il cuore di Cristo può trasformare un cuore indurito in un cuore di "carne"; vivo, pulsante, capace finalmente di amare.
La memoria liturgica di oggi, legata alla Solennità del Sacro Cuore di Gesù di ieri, ci aiuta a comprendere che per maturare i desideri di Cristo, radicati nel Suo Cuore, occorre essere formati da Lui all'ordine delle priorità contingenti: anzitutto occuparsi delle Cose del Padre. Maria e Giuseppe vengono portati, educati e intimamente trasformati in questa priorità da Gesù Cristo, loro affidato, secondo principio di gradualità. Principio che comporta continuità ma anche necesari salti che allargano, secondo Scienza, l'orizzonte del Cuore. Sistematizzano, formano, accrescono, trasfigurano e transustanziano le viscere dell'uomo per renderle ardenti del Cuore di Cristo e dei Suoi desideri desiderati: «Desiderio desideravi hoc pascha manducare vobiscum, antequam patiar» ( ἐπιθύμῃ ἐπεθύμησα - epithymē epethymēsa, Lc. 22,15) (vd anche qui Eucaristia dono o diritto? e anche “Orandum est ut Desiderium desideretur”, perché il Desiderio sia desiderato ancora di più di quanto non sia già).
Occorre catecumenato per capire e tuffarci in quel mistero di Amore inesauribile che sgorga dalla passione, la volontà, il desiderio dell'uomo-Dio Gesù.
«Tutti la sono nati" e "Danzando canteranno, in te sono tutte le mie sorgenti» (Sl. 87, 4.7).
Siamo nati nel Cuore di Cristo ed anche Maria è nata qui formandosi alla Scuola del Cuore del Figlio.
E qui, con Lei, ri-nasciamo ogni volta per trasformare un cuore indurito dalla miseria umana, dalla vanità, dagli infantilismi, per trasfigurare il nostro povero cuore in un cuore adulto, maturo, cristiano, cristificato.
Maria aiuta il nostro cuore a battere all'unisono con il cuore di Cristo. Lei è la Ritmātor et Concordātor cordis, aiutando la ritmia dei nostri desideri nel Cuore di Cristo.
Solo Dio, specie attraverso l'Eucarestia, può fare questo senza annulare il sé della creatura e solo Maria, in sommo grado, è cooperatrice speciale di questo processo che intimamente trasforma come quasi una transustanziazione il nostro cuore, come possibile al proprio stato creaturale.
Chi ha fatto l'esperienza, vera o fallace che sia, dell'innamoramento sa che accade che il proprio cuore impazzisca e batta all'unisono con l'amato. Non è solo un fatto ideale ma anche reale. C'è una concomitanza di passioni che riesce dove la natura non può. Un uomo e una donna, nati da diverse famiglie, da diversa cultura e da diverse storie, possono provare questa sintonia che la natura non aveva contemplato.
Ebbene questo sentimento, anche il più vero e maturo, spogliato delle sue componenti disordinate, narcisistiche ed ego-riferite, è solo l'ombra del pulsare della grazia che procede dal cuore di Cristo e che può portare il nostro cuore ad essere "uno con Lui".
Anzi, proprio qua siamo chiamati. Qui si compie la vocazione dell'uomo. Essere uno con il suo Sacratissimo Cuore. Avere lo stesso ritmo, gli stessi desideri, le stesse passioni. Maria, Ritmator et concordator cordis è la sempre Ancella garante di questo processo sia personale che ecclesiale.
Ecco perché Francesco di Assisi raccomandava ai suoi, specie ai teologi (proprio oggi, 13 giugno, si fa memoria di S. Antonio da Padova) di non "spegnere mai lo spirito di orazione e devozione" (FF 252).
Qui in questa arte umile e costante si basa la linfa del cristiano.
Sia esso, studioso, missionario, sposo, consacrato, predicatore, apologeta, sacerdote, ecc.
La nostra vocazione infatti è quella di avere un cuore che batta all'unisono con Cristo e che combatta, grazie a Lui, con i denti e tutte le forze, la tirannia dell'uomo vecchio e che, con l'arrendevolezza totale alla grazia, vinca ogni resistenza e ogni a-ritmia; con l'aiuto di Maria.
Paul Freeman